Vedi Fritz,
Stai tranquillo, dai, adesso arriva.
Ascolta, ti racconto qualcosa.
Per tanti anni siamo andati tutti insieme in vacanza nelle spiaggie di Senigallia (e in tante altre). Scorrendo le esperienze, dal 1998 ad oggi, affiorano alla mente tantissimi ricordi: Il mare, le maschere, le palle di sabbia fatte insieme, gli aquiloni, la condivisione di tempo e spazi con diversi amici, il giro in centro, la rocca di Senigallia, Destate la festa, il mercato dei bambini, la conditella, I bomboloni alla nutella della fiera, Arturo lo spremiagrumo del futuro, I The Sun, Nicolò Fabi, gli incontri, il ghiacciolo “la bomba”, le bocce, la pallavolo, il tennis, le bici sul tetto della macchina.
Un ricordo indelebile lo riservo però per “la borsa gialla”.
La borsa gialla da mare c’è da sempre. È eterna, indistruttibile e senza fondo.
Luisa la preparava prima di partire per il mare; una volta in spiaggia, in caso di qualsiasi necessità, non dovevi preoccuparti. Sete, acqua, fame, crackers, freddo, felpa, nuoto, braccioli, snorkeling, maschera e boccaglio, ustioni, crema solare, medusa, crema, vespa, crema (la stessa), mi annoio, settimana enigmistica, mi annoio ancora, vai a fare un giro e lascia qui la settimana enigmistica. Un estate, me lo ricordo bene, tirò fuori dalla borsa addirittura un gommone da 3 m, intendiamoci, già gonfiato!!!
La borsa gialla e la sua padrona sono magiche, hanno sempre qualcosa di buono e una soluzione (semplice) per tutto. Insomma, una Mary Poppins e la sua borsa colorata senza fondo.
Fritz, lunga e buona vita alla borsa gialla e alla sua padrona.
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Fritz e la storia del 6 giugno
Vedi Fritz,
la Storia siamo noi
Siamo noi che scriviamo le lettere
Siamo noi che abbiamo tutto da vincere. O tutto da perdere.
Vedi Fritz, perché è la gente che fa la Storia
Quando è il momento di scegliere
E di andare te la ritrovi
Tutta con gli occhi aperti
Che sanno benissimo cosa fare
Quelli che hanno letto un milione di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare
Così m'immagino fossi anche tu Thomas B. Green di New York. Mi sono fermato davanti alla tua croce bianca nel luglio del 2017, nel cimitero di guerra a Colleville-sur-Mer, in Normandia. Non conosco la tua storia; potresti essere stato uno di quelli che aveva letto un milione di libri, oppure uno che non sapeva nemmeno parlare. Però l'importante è che tu eri li, il 6 giugno 1944, sulle spiagge D-DAY, a fare la tua storia e quella di tutti noi.
Fritz, perchè la Storia siamo noi
anche se poi ti dicono che tutti sono uguali
che tutti rubano alla stessa maniera
Ma, ricordati, è solo un modo per convincerti
A restare in casa quando viene la sera
Fritz, invece dobbiamo uscire di casa quando viene la sera, è il momento, ora.
Perché la storia siamo tutti noi, nessuno si deve sentire escluso.
(Francesco De Gregori e Fritz)
Fritz, Thelma(Ale)&Luisa vanno a Londra!
Vedi Fritz,
Oggi Luisa va a Londra. Ci va con la sua e nostra amica Alessandra. Te la ricordi? Quella che ti parla…anche lei!
Si lo so, anch’io sono un po preoccupato.
Ma no, cosa hai capito? Non per loro, per i londinesi!
Me le immagino già durante la discesa trionfale dalla scala dell’aereo. Due dive!
E da li in poi “fiumi di di parole” (cit. Jalisse).
Le vedo, insieme, importunare le guardie davanti a buckingham palace; mi immagino la faccia del cameriere dopo avergli chiesto: What do you like for dinner? E Ale rispondere…alor…a big cup of milk with a lot of biscuit for my friend Luisa, please.
Mi piacerebbe davvero vedervi nelle lunghe cavalcate a Portobello roads oppure durante le scalate ai vari piani di Harrods.
Insomma, vi voglio bene, siete già uno spettacolo da sole ma quando siete insieme si sprigiona un’alchimia particolare, mi piace guardarvi, ascoltarvi, vedervi ridere.
Due cose per concludere.
Alla domanda di Luisa: che regalo vuoi da Londra? La mia risposta è stata, indifferentemente:
a) Un cappello modello Sherlock holmes
b) Un 33 giri usato, comprato in qualche negozio di musica all’angolo, magari dei Beatles…ma vanno bene anche i Rollings stones, Who, Led Zeppelin, astenersi Jalisse!
Oggi Luisa va a Londra. Ci va con la sua e nostra amica Alessandra. Te la ricordi? Quella che ti parla…anche lei!
Si lo so, anch’io sono un po preoccupato.
Ma no, cosa hai capito? Non per loro, per i londinesi!
Me le immagino già durante la discesa trionfale dalla scala dell’aereo. Due dive!
E da li in poi “fiumi di di parole” (cit. Jalisse).
Le vedo, insieme, importunare le guardie davanti a buckingham palace; mi immagino la faccia del cameriere dopo avergli chiesto: What do you like for dinner? E Ale rispondere…alor…a big cup of milk with a lot of biscuit for my friend Luisa, please.
Mi piacerebbe davvero vedervi nelle lunghe cavalcate a Portobello roads oppure durante le scalate ai vari piani di Harrods.
Insomma, vi voglio bene, siete già uno spettacolo da sole ma quando siete insieme si sprigiona un’alchimia particolare, mi piace guardarvi, ascoltarvi, vedervi ridere.
Due cose per concludere.
Alla domanda di Luisa: che regalo vuoi da Londra? La mia risposta è stata, indifferentemente:
a) Un cappello modello Sherlock holmes
b) Un 33 giri usato, comprato in qualche negozio di musica all’angolo, magari dei Beatles…ma vanno bene anche i Rollings stones, Who, Led Zeppelin, astenersi Jalisse!
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