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Fritz e le racchette
Vedi Fritz,
quando un accumulatore seriale incontra un fanatico dell'ordine e della pulizia non ci sono storie, l'accumulatore seriale soccombe.
Non puoi fare la guardia alle numerose magliette sportive regalate come gadget nelle corse; non puoi neanche essere sempre li a controllare l'armadio durante le pulizie di primavera ponendo attenzione a che fine fa la tua camicia del sabato sera (una bellissima camicia a quadretti rossi, gialli e neri degli anni novanta, tra l'altro ancora assolutamente attuale e alla moda).
L'unica collezione che ancora resiste è quella delle mie racchette da tennis.
Sai che le conservo ancora tutte? Dalla prima comprata con 5000 lire al Piccolo Mondo in via Ferrario all'ultima Babolat del 2015 completamente sfasciata. Passando ovviamente per le Slazenger, Bancroft, Snauwaert in legno, i primi midsize in materiali sintetici Yamaha, Dunlop e la Head dell'era moderna (dopo il ritorno sui campi del 2012).
Ti chiederai: come avranno potuto resistere tutte queste bellezze al maniaco dell'ordine e al nemico degli oggetti inutili?
La risposta è semplice! Perché loro sono gelosamente custodite nell'armadio originale della mia ex camera, nella mia ex casa, al piano di sotto...e quindi...occhio non vede cuore non duole...per il momento.
Fritz, 52 e grazie!
è passato cinquantadue volte il 10 settembre da quel primo del 1967.
Ci sono stati nel frattempo solo piccoli e impercettibili cambiamenti fisici: la barba e qualche capello bianco, la pancetta d'ordinanza, diversi capelli in meno, il fatto di alzarsi più volte durante la notte per andare in bagno e qualche piccola rughetta qua e là; Insomma niente di preoccupante.
In questo periodo, oggi, in questo momento, non ho nostalgia degli anni che passano e mi sento piuttosto coinvolto dalle tante cose che ho davanti.
Penso ai prossimi 10 anni e ad alcuni progetti pazzi: iscriversi alla facoltà di storia, scrivere altre canzoni, imparare a suonare il pianoforte e soprattutto giocare a tennis a perdifiato, magari su qualche campo in erba nei dintorni di Wimbledon...
Chiudo e ringrazio con questa canzone gli amici che hanno voluto dedicarmi oggi un momento per farmi gli auguri.
"And our friends are all aboard
Many more of them live next door
And the band begins to play
We all live in a yellow submarine
Yellow submarine, yellow submarine
Fritz e il tennis (ri-post agosto 2017)
Le partite di tennis a volte sembrano scorci della nostra vita. Vinci facilmente il primo set 6-2 e pensi che nulla potrà turbarti è che tutto continuerà sempre così. Poi ad un certo punto, non ben definito, quello che hai fatto fino a quel momento non va più bene. Fai le stesse cose di prima ma cambia il risultato. Sei cambiato tu ed è cambiato chi sta dall'altra parte della rete. Perdi un punto e poi un altro. Non riesci a capire il perché. Allora cerchi di reagire, prima in modo confuso e disperato poi cercando di ragionare. Cambi atteggiamento, gioco, approccio, tecnica, niente. Ti ritrovi in un momento sotto 5-3 al secondo set. Sei frastornato e cominci a pensare che sei stanchissimo, che hai dato tutto e che non potrai resistere ad un terzo set. Dall'altra parte della rete c'è qualcuno che ha circa 30 anni meno di te. Allora ce la metti tutta. Lotti colpo su colpo. Cominci a sperare anche nella fortuna, qualche punto arriva così, anche lui è stanco e confuso. Poi finalmente chiudi il secondo set 7-6, tutti a casa....a volte si vince...a volte no...next step.
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