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Fritz e il Natale


Vedi Fritz,
è ancora Natale, anche se è pomeriggio e sembra essere passata la magia.
Ora è il tempo di una bella cantata e di un altro buon bicchiere di vino.
Per oggi, questo pomeriggio, questo Natale, la colonna sonora è...
"Generale, dietro la stazione
Lo vedi il treno che portava al sole?
Non fa più fermate, neanche per pisciare
Si va dritti a casa senza più pensare
Che la guerra è bella, anche se fa male
Che torneremo ancora a cantare
E a farci fare l'amore
L'amore dalle infermiere"
...le infermiere...

Fritzølsen, Gandolfo e la notte di Natale


Nella foresta, alle spalle di Morosinfjord, stava arrivando la notte.
La bruma lentamente scendeva sugli alberi e come un soffice manto di cotone avrebbe ben presto avvolto i tronchi e le chiome. Da poco aveva smesso di nevicare e l'aria profumava di larice fresco e odore di legna bruciata dai camini delle case del villaggio.
Nessuno si addentrava nella foresta al calar della notte e nessun vichingo, con una buona dose di sale in zucca, avrebbe mai fatto questo.
Fritzølsen se ne stava infatti sulla coperta davanti al fuoco, con una tazza di brodo caldo, un osso ormai consumato e in bocca le immancabili calze di Markus ormai tutte bucherellate.

Calava il silenzio e tutti si preparavano per la notte.
Ad un tratto Fritzølsen sentì uno strano rumore, quasi un lamento. Nessuno poteva sentirlo se non lui con il suo super udito. Non voleva uscire con quel freddo in mezzo alla bruma, si girò sull'altro fianco e continuò a dormire.
Però non poteva far finta di niente. Come sempre succedeva in questi casi l'orecchio sinistro iniziò a tremare, dai super poteri derivano grandi responsabilità (cit. Spiderman).
Si alzò, aprì la porta e s'incamminò. Non che avesse paura, intendiamoci, ma la foresta di notte era proprio inquietante, ancora di più con la bruma e il freddo che gli entrava nelle ossa.

Camminò e camminò per lungo tempo prima di trovare l'origine del lamento. Ad un certo punto vide una luce fioca in lontananza. Si avvicinò: una slitta con centinaia di pacchi colorati era rovesciata su un fianco, a terra un tipo strano vestito di rosso con folti capelli e barba bianca stava biascicando parole incomprensibili e senza senso, l'odore della birra bevuta si sentiva a metri di distanza. Vicino a lui una renna gli inveiva contro maledicendo il suo vizio del bere: "Te l'avevo detto di non esagerare, tutti gli anni la stessa storia, e adesso cosa facciamo?"

Fritzølsen si avvicinò: "Salve posso essere d'aiuto?"
Certo, risposte la renna, sai come far passare la sbronza ai vecchi ubriaconi?
Fritzølsen: "Forse l'unica cosa è una bella dormita, venite vi accompagno alla mia casa."

A fatica raccolsero tutti i pacchi, rotolarono il tipo anziano sulla slitta e lo trascinarono fino a casa, lo misero sul letto e si avvicinarono al fuoco per scaldarsi.

Come ti chiami? Chiese Fritzølsen. Mi chiamo Gandolfo e lavoro con il tipo che dorme nel tuo letto, tutti gli anni la stessa storia, arriviamo sempre in ritardo. Ora sarà però difficile consegnare tutti i nostri pacchi ai bambini della costa. Come faccio adesso?

Fritzølsen, il cane senza gomiti, non ci pensò due volte:"ti aiuto io!"
I due partirono nel pieno della notte, non prima però di aver bevuto un bella tazza di latte caldo con tanti biscotti di zenzero e miele.

La neve stava ricominciando a scendere fitta...ma questo non li avrebbe fermati.

Dopo questa esperienza i tre divennero grandi amici. Negli anni, per Gandolfo e il suo padrone, la tappa a Morosinfjord diventò una gradita e felice tradizione.



Fritz, il 2019 e l'albero di Natale al contrario

Vedi Fritz,

il Natale è passato e un nuovo anno è iniziato. Anche tu ti sei beccato un bel regalo...per modo di dire. Io quel cappottino azzurro non ti consiglio di metterlo. Sei ridicolo e soprattutto hai già il tuo pelo. Che sia chiaro, tu con me così non esci!

Fissato questo punto fondamentale per i nostri futuri rapporti, pensavo, finisce tutto qui? Tu con il tuo cappottino e io con il mio smart Watch Fitbit versa? Rimettiamo tutto a posto e aspettiamo il prossimo anno per tirare fuori i buoni sentimenti e i buoni propositi?

Poi è arrivato il discorso del Presidente Mattarella:" Sentirsi “comunità” significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese"
Anche noi dobbiamo fare qualcosa!
Fritz ti faccio questa proposta. Non smontiamo l'albero e gli addobbi (almeno metaforicamente). Lasciamo appese le palle, gli angioletti, le luci. Togliamoli piano piano, uno alla volta. Riponiamo nella scatola di cartone un oggetto ogni volta che ci ricordiamo che la nostra indifferenza è dura da sopportare e che invece la nostra compassione crea miracoli, quando ascoltiamo in silenzio invece che essere sarcastici, quando diamo una carezza invece che uno schiaffo a chi ci sta più vicino, quando siamo utili a qualcuno, quando sopportiamo, quando siamo umili, quando rimaniamo fiduciosi nonostante tutto, quando ci impegniamo ma sempre per il bene di qualcuno, quando...beh lo sai anche tu cosa c'è da fare, sei un cane intelligente.

Fritz insomma diamoci una mossa e speriamo di non lasciare troppe palle sull'albero che un anno passa in fretta.

Buon anno e buon DOPO S.Natale a tutti.