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Fritz e la felicità


Vedi Fritz,

ho pensato a lungo.

Ho pensato che la felicità potesse essere il godimento del benessere materiale...ma poi alla fine i soldi non risolvono tutti i problemi, gli oggetti si usurano, perdono valore e anche il nostro interesse.

Ho pensato che la felicità potesse stare nell'allenare il mio corpo, nel curarlo, nello stare bene fisicamente...ma poi ho capito che il dolore di alcune ferite non potrà mai essere lenito da allenamenti o cure.

Ho pensato che la felicità potesse derivare nell'avere una buona immagine, nell'essere accettato, riconosciuto come brava persona o persona di successo...ma poi ho capito che qualsiasi sforzo tu possa fare non potrai mai piacere a tutti e che le vittorie raramente sono definitive e soprattutto durano il tempo di un soffio di vento.

Ho pensato che la felicità potesse essere fissare degli obiettivi importanti per me e per il mondo in cui vivo e raggiungerli..ma poi ho capito che i successi per alcuni possono essere ininfluenti per altri.

Ho pensato infine che la felicità potesse essere nel coltivare la relazione con l'altro...ma poi ti accorgi che le persone a volte deludono, ti lasciano, ti feriscono...e lo stesso fai anche tu.

Ho pensato a dove potesse essere la felicità in questa infinita matrioska di valori.

E poi sei arrivata tu, in un giorno d'estate, a ricordarmi di danzare sempre, anche sotto la pioggia,  facendomi pensare che forse la risposta è nello trascorrere stesso delle esperienze, passando consapevolmente per tutti gli strati della matrioska, con diverse priorità, dando peso e forma alle cose che ritieni importanti, crescendo e imparando, in un viaggio che non ha una fine e che in fondo, per alcuni, ha un solo ed unico mistero chiamato fede.


Fritz, A-ah!


Vedi Fritz,
A-ah! ti ho beccato!
Cosa ci fai in questo videoclip anni 80?
Ops...mi sento vecchio solo a pronunciare questo termine.
Comunque, tornando a noi, ti intrufoli da tutte le parti!
Rubi la scena e monopolizzi l'attenzione, vuoi darti una calmata?
Morten, front man del gruppo, sembra interessato più a te che alla ragazza e questo non va bene, Fritz non va bene per niente. Sembra ti stia dicendo:"Vedi Fritz, chi è quella bionda dietro di te?"

Però bello questo video del 1985, per molti un cult.
Separati ormai da uno specchio, mondi diversi che per qualche breve istante s'intrecciano creando un canale d'armonia.

Buona serata Fritz.

Fritz e i tre re Magi


Vedi Fritz,
Pomeriggio stanco, ci sta quindi un bicchiere di Genepy per concludere il pranzo. Tiro lungo, non ho voglia di sparecchiare e mettere a posto. Per le 14:30 Luisa tornerà dal lavoro..c'è ancora tempo. E allora penso ai Magi.

La storia la conosciamo bene. I tre re Magi seguirono la stella, partirono sulla fiducia e facendo un lungo viaggio arrivano a Betlemme per portare dei doni a Gesù. L'allegoria dei re Magi è sempre stata associata ad una ricerca interiore, intima, spirituale.

Sorge però, dopo il secondo bicchiere di Genepy, una domanda: e dopo averlo trovato? dopo aver portato i doni? dopo averlo ammmirato? Il giorno dopo, la settimana dopo, il mese dopo, cosa successe? Come cambiò la loro vita?

Mi immagino i Magi riprendere la strada del ritorno (evitando rigorosamente di passare da Erode). Erano delle persone intelligenti e dopo il primo entusiasmo, l'euforia, l'allegria per l'evento vissuto avranno detto: ed ora?

Sono sicuro che avranno pensato a come cambiare la loro vita, con quale spirito affrontare il periodo da lì in avanti, come rivedere il loro essere Magi, dottori, esperti, persone di responsabilità. Un ruolo nuovo, uno spirito nuovo, un nuovo anno all'insegna della fiducia, fiducia nelle persone.

Buon pomeriggio Fritz, terzo bicchiere di Genepy.

Fritz, canem, quia capillum es, et in capillum reverteris


Vedi Fritz,

Dopo aver visto questa foto, materiale di risulta di una prova di tosatura "homemade", mi si sono palesate tre immagini.

La prima è stata la parrucca di Toninelli sul banco di Makkox a Propaganda live. Ce l'hai in mente? Non so perché, è stata una cosa istintiva, pochi secondi, un flash.

La seconda, più seria, è stata questa citazione dalla Genesi: Ricordati che sei polvere=pelo e in polvere=pelo ritornerai. Il giorno delle ceneri, quaresima, simbolo di penitenza e conversione, si risponde: me ne ricorderò.

La terza, collegata alla seconda, la copertina del libro "Il pane di Ieri". In uno dei capitoli, citando Norberto Bobbio, Enzo Bianchi elenca tre detti della sua terra, il Monferrato, per lui un proseguo laico dei dieci comandamenti.

Il primo, "Fa’ el to duvèr, cherpa ma va’ avanti!" , fare il proprio dovere, senza indugio, con serietà e perseveranza.

Il secondo, "Esagerùma nenta!" Non esagerare! stai con i piedi per terra, umile, ricordati quello che sei, i tuoi valori, non strafare.

Il terzo, "L’è question ‘d nen pièssla" e qui sta invece la cosa più difficile, non prendersela, la vera vocazione, la capacità di chi conosce il proprio dovere e sa accettare le sconfitte e i propri limiti. Chi non ha l'occhio sulla singola tappa ma lo sguardo fisso sul percorso, lo sguardo di chi sa andare oltre.

Quindi, memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris

Et recordabor Fritz...

Fritz e i petti di pollo impanati



Vedi Fritz,
Contro il logorio della vita moderna non ci sono molti rimedi.
Ci sono giorni infatti in cui ti senti in un flipper. Rimbalzi da una sponda all'altra cercando di fare i punti, ma proprio nel momento più bello ti si abbassano i mirini; devi fare punti da 5 e da 5.000.000 in due secondi consecutivi. Prendi una corsia e scopri che li proprio li, cacchio, c'è una buca che non avevi visto.  Dulcis in fundo quella maledetta sfera argentata sale fino in alto, passa nella corsia da 5 punti invece che in quella da 5000 e poi "la maledetta" viene giù dritta, in centro, con un angolo di 90 gradi, manco avesse un goniometro, verso le tue palette. Tu a quel punto hai già capito come andrà a finire ma inizi lo stesso a spalettare come un ossesso pigiando sui bottoni all'inverosimile ma no, lei, "la maledetta" s'infila bellamente in quel limbo dove nessun spalettamento potrà mai arrivare.

Ecco in questi momenti c'è solo un rimedio quando torni a casa alle 21:30: apri il frigo e ti mangi con le mani i quattro petti di pollo impanati, freddi, avanzati dal giorno prima. La tua insistenza Fritz paga e quindi qualche boccone te lo becchi anche tu.
Alla fine, con l'illusione di favorire la digestione, ti bevi anche un bel Fernet Branca e poi a nanna, domani è un altro giorno.

Fritz e l'incontro

Vedi Fritz,
quanto vale un incontro?

A questa domanda rispondo ricordando due film: il bellissimo e recente "Green book" e "La Leggenda del re pescatore" del 1991.
In entrambi i casi si racconta l'incontro tra due persone fra loro molto diverse; persone che vivranno un esperienza unica che cambierà per sempre la loro vita.

Incontri diversi, ogni giorno. Dalla persona che ti saluta al mattino per strada con un "ciao assessore!" a quella che ti serve un caffè e due chiacchiere divertenti; da chi conosci per caso in un viaggio e non incontrerai mai più nella tua vita alla ragazza che incontri, la sposi e ci vivi per ventitré anni.

E ogni incontro determina una serie di conseguenze; a volte immediate, temporanee, altre volte definitive, importanti, di quelle che ti disegnano per sempre.

E allora Fritz, visto che il nonno Stefano diceva sempre che la vita "L'è una roeuda che la gira", ti lascio con questo augurio: di avere nella vita che hai davanti la doppia fortuna di poter essere per qualcuno il giullare e, da re solo e sofferente, la possibilità di incontrare un giullare semplice...così come nella storia che Parry racconta a Jack ne "La leggenda del Re Pescatore"

...Un giorno, un giullare entrò al castello e trovò il Re da solo ed essendo un semplice di spirito egli non vide il Re, vide soltanto un uomo solo e sofferente e chiese al Re: “Che ti addolora amico?” e il Re gli rispose: “Ho sete e vorrei un po’ d’acqua per rinfrescarmi la gola”. Allora il giullare presa una tazza che era accanto al letto, la riempì d’acqua e la porse al Re ed il Re cominciando a bere si rese conto che la piaga si era rimarginata, si guardò le mani e vide che c’era il Santo Graal, quello che aveva cercato per tutta la vita, si volse al giullare e chiese stupito: “Come hai potuto tu trovare ciò che i miei valorosi cavalieri mai hanno trovato?” e il giullare rispose: “Io non lo so, sapevo solo che avevi sete”.

Fritz, 52 e grazie!


Vedi Fritz,
è passato cinquantadue volte il 10 settembre da quel primo del 1967.
Ci sono stati nel frattempo solo piccoli e impercettibili cambiamenti fisici: la barba e qualche capello bianco, la pancetta d'ordinanza, diversi capelli in meno, il fatto di alzarsi più volte durante la notte per andare in bagno e qualche piccola rughetta qua e là; Insomma niente di preoccupante.

In questo periodo, oggi, in questo momento, non ho nostalgia degli anni che passano e mi sento piuttosto coinvolto dalle tante cose che ho davanti.
Penso ai prossimi 10 anni e ad alcuni progetti pazzi: iscriversi alla facoltà di storia, scrivere altre canzoni, imparare a suonare il pianoforte e soprattutto giocare a tennis a perdifiato, magari su qualche campo in erba nei dintorni di Wimbledon...

Chiudo e ringrazio con questa canzone gli amici che hanno voluto dedicarmi oggi un momento per farmi gli auguri.

"And our friends are all aboard
Many more of them live next door
And the band begins to play

We all live in a yellow submarine
Yellow submarine, yellow submarine

Fritz e il tennis (ri-post agosto 2017)


Vedi Fritz,
Le partite di tennis a volte sembrano scorci della nostra vita. Vinci facilmente il primo set 6-2 e pensi che nulla potrà turbarti è che tutto continuerà sempre così. Poi ad un certo punto, non ben definito, quello che hai fatto fino a quel momento non va più bene. Fai le stesse cose di prima ma cambia il risultato. Sei cambiato tu ed è cambiato chi sta dall'altra parte della rete. Perdi un punto e poi un altro. Non riesci a capire il perché. Allora cerchi di reagire, prima in modo confuso e disperato poi cercando di ragionare. Cambi atteggiamento, gioco, approccio, tecnica, niente. Ti ritrovi in un momento sotto 5-3 al secondo set. Sei frastornato e cominci a pensare che sei stanchissimo, che hai dato tutto e che non potrai resistere ad un terzo set. Dall'altra parte della rete c'è qualcuno che ha circa 30 anni meno di te. Allora ce la metti tutta. Lotti colpo su colpo. Cominci a sperare anche nella fortuna, qualche punto arriva così, anche lui è stanco e confuso. Poi finalmente chiudi il secondo set 7-6, tutti a casa....a volte si vince...a volte no...next step.

Fritz e la borsa gialla

Vedi Fritz,
Stai tranquillo, dai, adesso arriva.
Ascolta, ti racconto qualcosa.
Per tanti anni siamo andati tutti insieme in vacanza nelle spiaggie di Senigallia (e in tante altre). Scorrendo le esperienze, dal 1998 ad oggi, affiorano alla mente tantissimi ricordi: Il mare, le maschere, le palle di sabbia fatte insieme, gli aquiloni, la condivisione di tempo e spazi con diversi amici, il giro in centro, la rocca di Senigallia, Destate la festa, il mercato dei bambini, la conditella, I bomboloni alla nutella della fiera, Arturo lo spremiagrumo del futuro, I The Sun, Nicolò Fabi, gli incontri, il ghiacciolo “la bomba”, le bocce, la pallavolo, il tennis, le bici sul tetto della macchina.
Un ricordo indelebile lo riservo però per “la borsa gialla”.
La borsa gialla da mare c’è da sempre. È eterna, indistruttibile e senza fondo.
Luisa la preparava prima di partire per il mare; una volta in spiaggia, in caso di qualsiasi necessità, non dovevi preoccuparti. Sete, acqua, fame, crackers, freddo, felpa, nuoto, braccioli, snorkeling, maschera e boccaglio, ustioni, crema solare, medusa, crema, vespa, crema (la stessa), mi annoio, settimana enigmistica, mi annoio ancora, vai a fare un giro e lascia qui la settimana enigmistica. Un estate, me lo ricordo bene, tirò fuori dalla borsa addirittura un gommone da 3 m, intendiamoci, già gonfiato!!!

La borsa gialla e la sua padrona sono magiche, hanno sempre qualcosa di buono e una soluzione (semplice) per tutto. Insomma, una Mary Poppins e la sua borsa colorata senza fondo.

Fritz, lunga e buona vita alla borsa gialla e alla sua padrona.

Fritz e la leggerezza

Vedi Fritz,
minchius distogli lo sguardo dal cornetto. Più ci pensi e più ti incacchi! Come dice la Manuela, il cioccolato per te è veleno!
Leggerezza Fritz leggerezza.
Molla l'osso (il gelato), pensa alla pallina rossa, all'orsetto, fai un giro in giardino, mordicchiami la mano, rompimi le calze, però ti prego, fai qualcosa di diverso e smettila di fissarmi il gelato.
Leggerezza, leggerezza, dai usciamo e andiamo a vedere i "Senza Patria" al Basel di Oreno.
Cosa dici? Toglimi le gocce di cioccolato e dammi il gelato?
Mmm...ok Fritz, hai ragione, di qualcosa si deve pur morire.
Fritz "lo smilzo" e Bob

Vedi Fritz,
Da oggi hai anche questo soprannome.
E' stata la prima cosa che ti ho detto quando sei tornato dal parrucchiere. Taglio estivo, necessario e dovuto; tu non ti pettini, i ricci s'intrecciano e quindi il tuo pelo diventa un tappeto persiano.

Fritz lo smilzo, sembri diverso, cambiato!

Come ti senti?
"How does it feel?"

Ti vedo un po disorientato, lì in un angolo, senza pelo e tappeto.
"To be without a home
With no direction home?"

Mi sembri uno sconosciuto!
"Like a complete unknown?"

Fritz, dai, rotoliamo insieme.
"Like a rolling stone"

#VediFritz

http://vedifritz.blogspot.com

Fritz anzi Fritzumbo!

Vedi Fritz,
Ieri mi sono svegliato molto presto, intorno alle 5.30. Tutti stavano ancora dormendo, tu però non c'eri! Strano, di solito appena senti un minimo rumore arrivi, ci salti addosso riempiendoci di leccate e scodinzolate quasi non ci vedessimo da mesi.
Ho pensato che tu fossi ancora in camera di Giulia. Mi sono alzato e sono andato in bagno, ancora niente. Un po' addormentato e a piccoli passi mi sono avviato verso la cucina, e li ti ho visto. Eri alla finestra, concentrato al punto da non sentire la mia presenza, la testa spuntava fuori tra le due bacchette della ringhiera. Tremavi, guardavi in continuazione giù e poi davanti a te verso l'orizzonte, non riuscivo a capire cosa stessi facendo. Sembravi impaurito ma allo stesso tempo determinato a fare qualcosa di spettacolare. All'improvviso ti sei buttato, hai dispiegato le tue orecchie e hai iniziato a volare. Fritz volaaaaaaaa! Ma non volavi e basta, facevi delle virate degne del barone Rosso, capriole e picchiate acrobatiche, fantastiche, bellissime, emozionan....slurp, slurp, a un certo punto ho sentito una sensazione umida sulla faccia. Ma cosa succede? Eh? Fritz era lì sul letto e mi stava leccando la faccia, ma...ma...allora era solo un sogno!

Poi ho capito, i wurstel, i crauti, il panino Ludving, le patatine, le due birre medie e il Braulio di ieri sera tardi al Marien Platz, dopo il consiglio comunale, mi avevano fatto un brutto scherzo...

Fritz, a volte non immaginiamo quanto siamo capaci di fare fintanto che non abbiamo il coraggio di buttarci e farlo. E a volte è bello farlo senza rete, senza pubblico, bravo!

Fritz e la brioche, anzi le

Vedi Fritz,
Ti ho visto ieri sul divano con lo scaldotto, il MIO scaldotto! Miiii abbiamo perso ogni regola in questa casa!
Avevi il muso un po' sfatto, l'espressione stanca, ogni tanto sbuffavi, giornata storta vero?

Lo so ci sono momenti come questi, anche a me capitano. Capita che al mattino ti svegli con il piede sbagliato, che scoprì che l'acqua per la macchina del caffè è finita, che il cassetto delle cialde è pieno, che l'acqua bollente della doccia all'improvviso diventa tiepidina, che sei in ritardo ma vorresti tornare a letto perché fuori (dal letto) è buio e fa un freddo cane (ops scusa Fritz).
Ma poi esci, prendi la tua bici e cominci a pedalare perché questo è quello che devi fare. Arrivi al bivio per andare in azienda e pensi...sai che c'è? Oggi è venerdì, entro piu tardi e prendo un momento solo per me, la WFY può attendere.
Un cappuccino grazie, prendo anche una brioches, prego fai pure...poi un altro bivio...questa è una scelta più facile...mmm...ok la giornata è lunga, vado con la seconda.
Esco dal bar e tutto va meglio, molto meglio, avanti, domani è un altro giorno (cit. Rossella O'Hara)

Fritz e il broccolo

Vedi Fritz,
Mi hai fatto ridere ieri mattina. Stavamo passeggiando in giardino, tu come al solito con il muso basso a sniffare il terreno. Tutto d'un tratto ti sei alzato e ti sei trovato davanti un broccolo del nostro piccolo orto.
Chissà cosa hai pensato, hai fatto un salto e sei scappato via correndo. Ma Fritz era solo un broccolo!

Mi hai fatto pensare. Spesso i problemi sono veramente seri, complicati, difficili da risolvere. A volte però, te lo posso giurare, li amplifichiamo. Forse sono i sentimenti del momento, a volte le esperienze passate che ci fanno vedere le cose distorte.
Come Don Chisciotte a volte perdiamo l'esatta percezione della realtà e i mulini a vento diventano dei giganti. Serve allora un amico Sancho Panza che ci riporti alla realtà delle cose, a ridimensionare, a superare le paure.

Facciamo una patto Fritz, io ora sono stato il tua Sancho Panza con il broccolo, mi aspetto che tu faccia lo stesso per me alla prossima occasione.

E  ricordati sempre, dietro ogni piccolo broccolo c'è sempre un'opportunità per una grande giardiniera sottaceto.

Fritz, cosa ti hanno fatto!!!

Fritz, cosa ti hanno fatto!!!

Vedi frizt,
Sapevo che sarebbe arrivato questo momento, il momento in cui saresti arrivato a casa sbarbato e pettinato da barboncino fighetto.
Purtroppo sei un cane e non puoi fare altro che beccarti le decisioni degli altri, quelli che ti vogliono incasellato nella categoria "barboncino fighetto".

Tu però fregatene, il pelo ricresce, rimani dentro quello che sei: un piccolo cagnetto spettinato!