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Fritz, in quella valle




Vedi Fritz,

In questi primi giorni di vacanza abbiamo avuto la fortuna di ritornare a Rhêmes Notre Dame per alcuni giorni.
C’eri anche tu!
Avrai capito che per noi è un luogo speciale.
Tanti ricordi, prima da ragazzi e poi nei primi anni della nostra famiglia.
In quella valle il primo campeggio dell’oratorio al secondo turno, primi anni ottanta. Lì ho iniziato, quindicenne, a confrontarmi con persone molto più grandi di me. Ho scoperto nuovi cantautori imparando Dio è morto, Canzone per un’amica e la guerra di Piero. Lì ho imparato Bella ciao.
In quella valle abbiamo fatto nel 1999 la prima vacanza con la famiglia dopo essere stato eletto per la prima volta nel Consiglio Comunale. Mi ricordo i libri, gli appunti, le cose da studiare, la preoccupazione mischiata all’eccitazione per quella nuova sfida che sarebbe partita a breve.
Vedi Fritz, questo scritto non è un’operazione nostalgia; piuttosto la consapevolezza, con lo sguardo rivolto al presente e al futuro, che quello che sono, nel bene e nel male, è stato costruito anche lì, in quella valle.

Vedi Fritz, le persone se ne vanno




Vedi Fritz,
le persone se ne vanno, e tra queste alcune che hanno marcato il mio tempo. Quelle che hanno avuto una presenza costante, discreta, quelle che hanno incrociato a maglie più o meno strette la storia della mia vita: un ricordo da bambino, l'amicizia da ragazzo, da giovane e poi anche dopo, una volta formata la famiglia.
Le persone se ne vanno e ti rimane dentro la nostalgia del tempo che trascorre inesorabile, portandosi via la possibilità di condividere ancora una volta quei ricordi, davanti ad un piatto caldo, seduti a cantare, raccontandosi le storie andate, bevendo quell'ultimo bicchiere di vino.
Tu intanto Fritz, alle tre di notte, passi qui in cucina a salutarmi e a bere un sorso e due crocchette. Ti accovacci sul tuo cuscino e stai li, aspettando che ritorni a letto.
Questa notte Fritz però e lunga, tanto lunga.


Fritz e il Pazzaglia


Vedi Fritz,
faccio tardi in compagnia di un po' di musica ascoltata con i vinili riacquistati di recente. Nelle notti speciali come queste parte sempre "Tra demonio e santità" di Alberto Fortis. Un disco sempre in bilico tra una tristezza trasognante e un inciso di speranza.
Ascoltando, lo sguardo si posa sullo scaffale. Non so perché siano finiti li alcuni libri delle superiori. Il fu Mattia Pascal, un bigino su Verga, Pirandello e poi eccolo lì il mitico "Pazzaglia".
Il ricordo di un insegnate burbero, severo, incazzoso, ma giusto, che tentava di far appassionare alla letteratura, alla poesia e alla storia dei ragazzotti che alla sera completavano le superiori, ognuno con la sua storia.
Ricordo elettronica (poco), chimica (ancora meno), misure elettriche, elettrotecnica (quasi non pervenute) eppure mi ritrovo ora, dopo quasi trentacinque anni, a sfogliare il Pazzaglia per cercare gli appunti sulle poesie, le onomatopeiche, Zacinto, San Guido, la mia sera e i cocci di bottiglia sulla muraglia di Montale...
Forse Fritz, a conti fatti, mi sono serviti più quelli.
Intanto giro il disco sul lato B, parte energico il riff di "Prendimi fratello" e la musica si mischia al:
"Don... Don... E mi dicono, Dormi!
Mi cantano , Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
Là, voci di tenebra azzurra..."
Buonanotte

Fritz e il Bar Carducci



Vedi Fritz,
al Bar Carducci non succede quasi mai nulla. Le calde giornate di luglio trascorrono lentamente; qualche caffè per gli anziani dei palazzi al mattino e poche acque toniche nel pomeriggio.

Xu, padrona del Bar, non ha mai avuto il coraggio di togliere quell'insegna anni '70 che riporta il nome di un tempo ormai passato. Così per tutti il Bar di Xu è rimasto ancora il Bar Carducci, quello storico, quello dei diffusi pota e sporadiche bestemmie ad intercalare i soliti discorsi sul governo, sul Comune che non asfalta e soprattutto sull'Atalanta.

Xu, con un moto d'orgoglio, ogni tanto però s'incazza con gli avventori che non consumano e lasciano pure il bagno sporco. Urla mettendo tutte le erre al posto giusto, un mistero.

Noi intanto siamo li fuori, seduti ad un tavolino non pulito di recente, gustando la pausa, l'ombra e delle bibite fresche. Di tanto in tanto qualcuno degli avventori esce, si siede vicino a noi e si accende una sigaretta puzzolente. Se ne sta li, farfugliando qualcosa d'incomprensibile, mentre guarda il traffico delle due del pomeriggio.

Sai Fritz, tutto sommato, pensandoci bene, non ho mai assaporato bevande così fresche come al Bar Carducci, in quei giorni di luglio.

Fritz e le racchette


Vedi Fritz,
quando un accumulatore seriale incontra un fanatico dell'ordine e della pulizia non ci sono storie, l'accumulatore seriale soccombe.
Non puoi fare la guardia alle numerose magliette sportive regalate come gadget nelle corse; non puoi neanche essere sempre li a controllare l'armadio durante le pulizie di primavera ponendo attenzione a che fine fa la tua camicia del sabato sera (una bellissima camicia a quadretti rossi, gialli e neri degli anni novanta, tra l'altro ancora assolutamente attuale e alla moda).

L'unica collezione che ancora resiste è quella delle mie racchette da tennis.
Sai che le conservo ancora tutte? Dalla prima comprata con 5000 lire al Piccolo Mondo in via Ferrario all'ultima Babolat del 2015 completamente sfasciata. Passando ovviamente per le Slazenger, Bancroft, Snauwaert in legno, i primi midsize in materiali sintetici Yamaha, Dunlop e la Head dell'era moderna (dopo il ritorno sui campi del 2012).

Ti chiederai: come avranno potuto resistere tutte queste bellezze al maniaco dell'ordine e al nemico degli oggetti inutili?
La risposta è semplice! Perché loro sono gelosamente custodite nell'armadio originale della mia ex camera, nella mia ex casa, al piano di sotto...e quindi...occhio non vede cuore non duole...per il momento.

Fritz, A-ah!


Vedi Fritz,
A-ah! ti ho beccato!
Cosa ci fai in questo videoclip anni 80?
Ops...mi sento vecchio solo a pronunciare questo termine.
Comunque, tornando a noi, ti intrufoli da tutte le parti!
Rubi la scena e monopolizzi l'attenzione, vuoi darti una calmata?
Morten, front man del gruppo, sembra interessato più a te che alla ragazza e questo non va bene, Fritz non va bene per niente. Sembra ti stia dicendo:"Vedi Fritz, chi è quella bionda dietro di te?"

Però bello questo video del 1985, per molti un cult.
Separati ormai da uno specchio, mondi diversi che per qualche breve istante s'intrecciano creando un canale d'armonia.

Buona serata Fritz.

Fritz e il trittico


Vedi Fritz,
vorrei raccontarti tante cose.

(Tavola 1 - Eccomi)
Sai che nel 1991, oltre ogni ragionevole dubbio, sono stato il primo abitante della C.na Morosina ad andare negli Stati Uniti? Potrei raccontanti tanti aneddoti sulle vicende che mi sono capitate...compreso il rimanere bloccato per un ora all'ufficio immigrazione per uno strafalcione in inglese durante il colloquio all'ingresso negli Stati Uniti.

(Tavola due - La nebbia scende ma resisto)
Poi lo sai che nel 1992 io e Luisa, allora giovincelli, siamo stati per una settimana intera in Olanda. Tour completamente spesato, vinto con il concorso "Filtrofiore Bonomelli". Lo Stefano beveva tutte le sere camomilla e la Maria raccoglieva i coupon per il concorso...

(Tavola tre - La notte, buona)
Oh Fritz ci sei? Ma guarda te...con tutte le cose interessanti che ho da raccontarti tu ti addormenti. Dovevo capirlo già dal primo sguardo che non saresti durato molto.
Comunque non hai tutti i torti, sono un po' noioso, che palle questi racconti...inizio a comportarmi da persona anziana.

Hai proprio ragione tu, è molto più interessante parlare delle nostre vicende future.

Buon 2020 e oltre!

Fritz e la borsa gialla

Vedi Fritz,
Stai tranquillo, dai, adesso arriva.
Ascolta, ti racconto qualcosa.
Per tanti anni siamo andati tutti insieme in vacanza nelle spiaggie di Senigallia (e in tante altre). Scorrendo le esperienze, dal 1998 ad oggi, affiorano alla mente tantissimi ricordi: Il mare, le maschere, le palle di sabbia fatte insieme, gli aquiloni, la condivisione di tempo e spazi con diversi amici, il giro in centro, la rocca di Senigallia, Destate la festa, il mercato dei bambini, la conditella, I bomboloni alla nutella della fiera, Arturo lo spremiagrumo del futuro, I The Sun, Nicolò Fabi, gli incontri, il ghiacciolo “la bomba”, le bocce, la pallavolo, il tennis, le bici sul tetto della macchina.
Un ricordo indelebile lo riservo però per “la borsa gialla”.
La borsa gialla da mare c’è da sempre. È eterna, indistruttibile e senza fondo.
Luisa la preparava prima di partire per il mare; una volta in spiaggia, in caso di qualsiasi necessità, non dovevi preoccuparti. Sete, acqua, fame, crackers, freddo, felpa, nuoto, braccioli, snorkeling, maschera e boccaglio, ustioni, crema solare, medusa, crema, vespa, crema (la stessa), mi annoio, settimana enigmistica, mi annoio ancora, vai a fare un giro e lascia qui la settimana enigmistica. Un estate, me lo ricordo bene, tirò fuori dalla borsa addirittura un gommone da 3 m, intendiamoci, già gonfiato!!!

La borsa gialla e la sua padrona sono magiche, hanno sempre qualcosa di buono e una soluzione (semplice) per tutto. Insomma, una Mary Poppins e la sua borsa colorata senza fondo.

Fritz, lunga e buona vita alla borsa gialla e alla sua padrona.

Fritz e la top 5 anni 80

Vedi Fritz,
sabato serata stanca; zucchero direbbe: senza una donna. Luisa a Londra, Giulia fuori, Matteo pure. Ho visto un bel film, Alta fedeltà(2000), consigliato dall'amica Ale.
Sull'onda dell'entusiasmo vorrei allora stilare la mia top five (così come facevano per gioco i gestori del Championship Vinyl). 
Tema? Le mie prime cinque canzoni degli anni 80.
Precisiamo però una cosa. La top five è dinamica e contestuale; insomma dipende dai momenti in cui viene stilata e soprattutto è personale. Come quella di Rob in una scena del film, la mia top five di oggi è un po' (apostrofo e non accento) autobiografica.
Partiamo allora!
Quinto posto
Mondo, Riccardo Fogli (1980), baracconi (per chi non sa cosa siano fatevelo spiegare), area di fianco alla Star. Dischi volanti, luci intermittenti e questa canzone che partiva. Per la prima volta, tornato a casa, ho preso la chitarra e ho tentato di suonare e cantare una canzone. Avevo tredici anni.
Quarto posto
Purple rain, Prince (1984), una delle mie prime feste, laboratorio falegnameria Sala smantellato, primo lento ballato con Luisa, tanti abbracci, niente baci. Dopo pochi mesi ci siamo messi insieme e dopo altri pochi mesi mi ha mollato. Però mi sono rifatto qualche anno dopo..eh eh.
Terzo posto
Un altro giorno, Marco Valtolina (1987), la mia prima (di due) canzoni scritte. Multitraccia Fostex a cassetta, tastiera, chitarra elettrica, cantina della C.na Morosina. Ogni tanto riascolto ancora l'incisione originale. Se si presta attenzione, oltre al fruscio, si sentono anche gli strumenti e la voce. La canto ancora adesso in certi momenti (non fatemi dire quando, troppo compromettente).
Secondo posto
Strada Facendo, Claudio Baglioni (1981). La svolta di Claudio Baglioni è per me una folgorazione. La cassetta originale l'ho consumata. Da li sono andato a ritroso negli anni e ho imparato tutte le sue canzoni, anche Isolina e Doremifasol. Strada facendo vuol dire anche tutti i cantautori italiani, Bennato, Guccini, Fortis, Vecchioni, Branduardi, De Gregori, Finardi, De Andrè per primi.
Primo posto
With or without you, U2 (1987). L'album "The Joshua Tree" è stato per me "la scoperta dell'america" dal punto di vista musicale, uno spartiacque. Da li a ritroso...Under a blood red sky e il concerto con i bracieri, Pride e tutti gli altri album. Nulla è poi stato come prima.
Fritz cosa dici? Adesso capisci molte cose? Oh te l'ho già detto! è personale e contestuale e soprattutto non ho ascoltato solo questa musica negli anni ottanta, quasi...

Fritz e il profumo

Vedi Fritz,
Mi piacciono gli odori perché fissano dei momenti, ricordi, luoghi, persone.

I profumi poi evocano qualcosa di più: istanti di bellezza, immagini che non sono tue, luoghi che non hai mai visitato e poi...belle esperienze.

Da ieri sera Il profumo Extreme Blue, vinto alla lotteria della cena di sostegno alla nostra campagna elettorale, entra a fare parte di questo mondo (a proposito...non ci autofinanziamo anche così!)

Sarà il ricordo di un periodo splendido. La campagna elettorale più bella che abbia mai fatto, forse perché, questa volta più che in altre, l'ho voluta vivere intensamente.

Ho incontrato persone nuove, persone che non frequentavo da molti anni, persone che non frequentavo da moltissimi anni e persone che ho frequentato moltissimo in questi cinque anni!!! Insieme abbiamo discusso, preparato il programma, fatto banchetti, organizzato giornate intere per ascoltare i cittadini, distribuito migliaia di pubblicazioni. A volte l'abbiamo fatto bevendo birra, mangiando olive, carciofi, patatine, pizza, kebap.

Insomma Fritz, una bella ed estremamente blu esperienza!

Avanti, testa e cuore, per un nuovo inizio

Fritz e il turista

Vedi Fritz,

Hai solo un anno e già ti sei guadagnato un bel po' di soprannomi: Fritz, Frizzone, pollo quadrupede, bel bovino, cagnetto spettinato, Amico Fritz.

Abbiamo una cosa in comune. Non so perché ma fin da ragazzo anch'io mi sono ritrovato una serie di soprannomi: Valvola, Valvolina, Valdo, Valvo, Balto, Valtellina, Valtolix, Lix, X, Marcuccio, il cantautore, Assessore, il turista.

Per ognuno di questi nomi c'è un ricordo, una fase della mia vita, un luogo, un evento, una persona.

Sentendo Valvola mi viene subito in mente il lavoro. Cantautore mi ricorda il "Morandi", compagno fiorentino di cantate con la chitarra durante il servizio militare. Valtolix sono gli anni da giovane in oratorio.
Il turista merita invece una spiegazione  estesa. Mi chiamavano così quando giocavo  a calcio il lunedì sera in oratorio. I miei compagni sostenevano che io non seguissi molto il gioco. In realtà ero come Pasinato, Inter anni ottanta, partivo e facevo delle immense cavalcate spettacolari sulla fascia, l'unico problema, un dettaglio, era che ad un certo punto il campo finiva e allora ero obbligato a prendere una decisione, cross o scatto al centro? Fritz, non è cambiato nulla!

Bei ricordi Frizzone.

Fritz e le calze

Vedi fritz,
Ti capisco quando alla sera, prima di andare a dormire, rubi una delle mie calze appena tolte e te la porti sul tuo cuscino della notte.

Bello volersi sentire vicino a qualcuno tanto da desiderare il suo odore.

Odore di famiglia, amore, confidenza, amicizia. Odori che poi diventano dei ricordi.

Quante volte passando la domenica mattina per le vie di Omate il profumo di una cucina antica mi riporta indietro nei tempi. E poi l'odore di caffè all'oratorio feriale, l'odore di paglia nei cascinotti in campagna durante il temporale, gli odori dei primi abbracci, l'odore della pasta fissan, l'odore di "Alien" e "Stronger with you" del sabato sera.

Odori, ricordi, vita.

Fritz, wooosh!

Vedi Fritz,
Questo post è dedicato a Stan Lee, alla Marvel e ai suoi supereroi che mi hanno fatto tanto sognare negli anni d'oro.
Ricordo la passione, l'ingenuità e le aspettative all'uscita dei fumetti. Il mio supereroe preferito era l'uomo Ragno poi Daredevil, in alcune situazioni Thor, in altre Capitan America, Iron man non mi dispiaceva, mi affascinava Doctor Strange, i Fantastici quattro pure, in particolare la Torcia umana, Silver surfer, Hulk, Wolverine, X-Men, Namor, la Visione.
Insomma a turno mi riconoscevo in ognuno di loro e sognavo le avventure con la Vedova nera, Sue Storm la donna invisibile, Scarlet e poi...Elektra.

Fritz..bello avere degli eroi.