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Fritz e gli incontri del 10 settembre


Vedi Fritz,

In questo 10 settembre devo un grazie e un abbraccio a tutti quelli che hanno pensato ieri di dedicarmi un pensiero.

E' stata una giornata speciale. Tanti semplici incontri che hanno scandito le ore trascorse passeggiando per Trieste.
L'idraulico Rino con le sue indicazioni per vie e parcheggi, il ragazzo Nick Senegalese con i suoi auguri prima ancora che sapesse del mio compleanno, il ragazzo Jean con i disegni fatti dal fratello con le ali di farfalla, Nicole con il rimedio del nonno per farmi passare il singhiozzo e i mestoli comprati dall'ungherese.
Con ognuno due parole. Piccoli e semplici incontri.

Fritz e il Bar Carducci



Vedi Fritz,
al Bar Carducci non succede quasi mai nulla. Le calde giornate di luglio trascorrono lentamente; qualche caffè per gli anziani dei palazzi al mattino e poche acque toniche nel pomeriggio.

Xu, padrona del Bar, non ha mai avuto il coraggio di togliere quell'insegna anni '70 che riporta il nome di un tempo ormai passato. Così per tutti il Bar di Xu è rimasto ancora il Bar Carducci, quello storico, quello dei diffusi pota e sporadiche bestemmie ad intercalare i soliti discorsi sul governo, sul Comune che non asfalta e soprattutto sull'Atalanta.

Xu, con un moto d'orgoglio, ogni tanto però s'incazza con gli avventori che non consumano e lasciano pure il bagno sporco. Urla mettendo tutte le erre al posto giusto, un mistero.

Noi intanto siamo li fuori, seduti ad un tavolino non pulito di recente, gustando la pausa, l'ombra e delle bibite fresche. Di tanto in tanto qualcuno degli avventori esce, si siede vicino a noi e si accende una sigaretta puzzolente. Se ne sta li, farfugliando qualcosa d'incomprensibile, mentre guarda il traffico delle due del pomeriggio.

Sai Fritz, tutto sommato, pensandoci bene, non ho mai assaporato bevande così fresche come al Bar Carducci, in quei giorni di luglio.

Fritz e l'incontro

Vedi Fritz,
quanto vale un incontro?

A questa domanda rispondo ricordando due film: il bellissimo e recente "Green book" e "La Leggenda del re pescatore" del 1991.
In entrambi i casi si racconta l'incontro tra due persone fra loro molto diverse; persone che vivranno un esperienza unica che cambierà per sempre la loro vita.

Incontri diversi, ogni giorno. Dalla persona che ti saluta al mattino per strada con un "ciao assessore!" a quella che ti serve un caffè e due chiacchiere divertenti; da chi conosci per caso in un viaggio e non incontrerai mai più nella tua vita alla ragazza che incontri, la sposi e ci vivi per ventitré anni.

E ogni incontro determina una serie di conseguenze; a volte immediate, temporanee, altre volte definitive, importanti, di quelle che ti disegnano per sempre.

E allora Fritz, visto che il nonno Stefano diceva sempre che la vita "L'è una roeuda che la gira", ti lascio con questo augurio: di avere nella vita che hai davanti la doppia fortuna di poter essere per qualcuno il giullare e, da re solo e sofferente, la possibilità di incontrare un giullare semplice...così come nella storia che Parry racconta a Jack ne "La leggenda del Re Pescatore"

...Un giorno, un giullare entrò al castello e trovò il Re da solo ed essendo un semplice di spirito egli non vide il Re, vide soltanto un uomo solo e sofferente e chiese al Re: “Che ti addolora amico?” e il Re gli rispose: “Ho sete e vorrei un po’ d’acqua per rinfrescarmi la gola”. Allora il giullare presa una tazza che era accanto al letto, la riempì d’acqua e la porse al Re ed il Re cominciando a bere si rese conto che la piaga si era rimarginata, si guardò le mani e vide che c’era il Santo Graal, quello che aveva cercato per tutta la vita, si volse al giullare e chiese stupito: “Come hai potuto tu trovare ciò che i miei valorosi cavalieri mai hanno trovato?” e il giullare rispose: “Io non lo so, sapevo solo che avevi sete”.

Fritz e l'incontro con Margherita

Vedi Fritz,
oggi ti voglio scrivere io due parole, perchè ieri sono stata a casa tua e tu mi hai accolta davvero bene.
All'inizio hai avuto una condivisibile minima diffidenza, ma poi, sciolti li indugi, hai deciso che ti ero simpatica e che potevi fidarti di me.
Pensa, sei pure arrivato al punto di innamorarti anche un pochino e di pensare di avviare una storia con me... mi spiace Fritz, io sono già occupata e felice così come sto e inoltre... non prendertela, ma preferisco gli umani per certi tipi di relazioni...
Però una cosa te la dico Fritz: mi piace questa tua totale indifferenza verso le differenze di specie, sai?
Pensa che tra noi umani addirittura c'è chi vede differenze, in realtà inesistenti, tra persone della stessa razza e non vuole avere nulla a che fare con un umano se non ha la pelle del suo stesso colore...
Davvero dovresti spiegare tu a un po' di persone come approcciarsi alla vita, forse staremmo tutti un po' meglio se vedessimo il mondo come lo vedi tu.

Fritz, l'incontro e i muri

Vedi Fritz, venerdì sera hai avuto un incontro e ancora una volta hai fatto la differenza. Come sempre devi però fare prima la tua sceneggiata!
Incontri qualcuno che non conosci e cominci ad "urlare".Senti il campanello di casa e parte l'abbaiata selvaggia in difesa della tua proprietà. Vedi un sacchetto che svolazza in giardino e parte il trip isterico.
Poi però c'è l'incontro (non con il sacchetto). Basta una carezza, uno sguardo e tutto cambia. Partono baci e abbracci con la coda che si muove ad elica. Vero, te ne do atto, questa volta la diffidenza non era solo dalla tua parte. Anche lei però alla fine si è sciolta. Non poteva scodinzolare ma io ho capito che qualcosa stava cambiando.
Mi hai fatto pensare alla diffidenza e ai pregiudizi che spesso abbiamo nei confronti degli altri (alcuni altri). Ci nascono dentro e crescono a volte inaspettatamente. E poi ti ritrovi qualcuno che scrive post con toni tipo:"loro pensano solo agli immigrati...e gli italiani che soffrono?". Ecco che partono i muri per dividerci, confonderci, separarci. Come se la miseria avesse un colore, una nazionalità.
Ma tutto cambia quando siamo disposti all'incontro, a sentire la pelle di un'altra persona, a capire la sua storia, a provare compassione (solidarietà affettiva), quando proviamo a scalare quel muro e a tendere la mano.E' successo anche a me Fritz e ho ricevuto una bella lezione...
Parliamoci chiaro, io non so quale sia la soluzione politica e sociale per questo fenomeno. E' una cosa dannatamente complicata. So solo che se ci sono delle persone in mare disperate e in pericolo è compito di ognuno di noi, per prima cosa, fare tutto il possibile per salvarli. Poi discutiamo delle legittime opinioni sulle quote, le ridistribuzioni, chi ci mangia sopra, gli scandali, l'Europa che non fa la sua parte, prima però la vita.
Fritz, so che anche tu la pensi così.