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Fritz e il puntino



 Vedi Fritz,


Sul volo di ritorno dalla Sicilia, al posto 25c, con un libro in mano, ripenso a questa bella settimana passata con Luis e la splendida compagnia di cari amici.

Gli occhi sono ancora pieni di mare, sole, chiese, palazzi, storia e storie, profumi e paesaggi incontaminati.
Per alcuni istanti, prima di atterrare, continuerò a pensare a questa nostra vita, a quanto sia un punto infinitesimale rispetto alla storia del mondo.

Continuerò ad abbracciare forte il puntino di Enrico, il ragazzo della spiaggia di Portopalo, che preferisce le spiagge della Romagna, dove è nato, al mare della Sicilia, dove si è trasferito con la mamma.

Continuerò a pensare al puntino dell'artista di Noto che dopo una vita da commercialista ha iniziato un percorso da scrittore e pittore per provare a lasciare un segno nella storia.

Oppure a pensare al puntino di Sergio, guida alpina di Savona prestata all'Etna, che a più di settant'anni ha ancora un sogno: comprare un 12 metri per navigare il Mediterraneo con la moglie.

Quanti volti diversi, quante storie e quanti puntini.

Si Fritz, ogni tanto osservare dall'alto aiuta a riprendere fiato.

Con questo animo rinfrancato io e Luis ritorniamo all'interno del nostro puntino, a fare la nostra parte.

Il calamaro gigante
di Fabio Genovesi

"Infatti i dinosauri sono esistiti davvero. Anzi, sono durati così tanto che in confronto il cammino dell'uomo sulla terra è una gita delle elementari, col pulmino ancora in partenza nel piazzale e noi dentro a fare casino e a litigare per i sedili in fondo"

Fritzolsen e Fede


Vedi Fritz,
Non abbiamo mai parlato del periodo siciliano di Fritzolsen.
Intorno al 1200..quasi 1300 (cit.), il tuo antenato visse in Sicilia per molti anni insieme a Federico, nipote del più famoso Barbarossa.
Ragazzo intelligente Fede; leggeva, studiava e imparava da tutti i popoli che avevano vissuto nella terra di Sicilia. Fenici, greci, cartaginesi, romani, arabi, normanni e tedeschi. Ogni popolo e ogni cultura aveva lasciato il suo segno e Federico ll degli Hohenstaufen imparava da ognuno qualcosa.
Con gli anni era diventanto l'uomo nel centro: non abbastanza tedesco per i sostenitori del guelfo Ottone IV di Brunswick e non abbastanza cristiano per il vescovo di Gerusalemme, che lo denuncio al Papa per invidia.
Fede però, dal centro, ottenne di più per i cristiani, parlando e mantenendo buoni rapporti con sultani e califfi del luogo, che i ferventi militanti e idealisti intransigenti del caso.
Facendo un salto di quasi mille anni mi viene in mente l'anima e il cacciavite.

Vedi Fritz, sarebbe un grande dono avere l'uno e l'altro.

Fritz, Temistocle e Milziade

Vedi Fritz,
mi sta divertendo questa storia, quella del Gombrich (così come ormai lo chiamo). Quaranta capitoli che raccontano a volo d'uccello la storia del mondo, dall'età della pietra alla seconda guerra mondiale.
Oggi è arrivato il turno della storia ai tempi di Atene, Sparta, i persiani, Temistocle, Milziade, Dario e Serse.
Gli ateniesi, come tutti i greci, non si fermano mai. Ogni anno si fanno venire in mente cose nuove e nessuna istituzione dura a lungo, come i loro condottieri del resto. A volte geniali e vittoriosi ma poi cadono in disgrazia.
Milziade e Temistocle come i segretari del Pd, gli ateniesi al confronto sono dei dilettanti.
C'è di buono che gli ateniesi sono intelligenti, tenaci, attenti ai loro ideali di libertà e quindi: greci vs persiani 3-0 e tutti a casa.
Nel mezzo c'è di tutto: la tempesta perfetta davanti al monte Athos, la corsa da Maratona ad Atene, gli spartani alle Termopili e le navi veloci e agili dei greci.
Insomma, che dire: forza, avanti un'altro!!!

Fritz, una parola per te, una parola per me


Vedi Fritz,
questo è l'incipit all'omelia dell'Arcivescovo Delpini per la S.Messa in cena Domini di giovedì.
Eravamo, forse, alla ricerca di un rito, di un momento che ci riportasse alla normalità; quella normalità rassicurante con cui avremmo affrontato la settimana santa in un anno diverso da quello che stiamo vivendo.
Devo ammetterlo, l'abbiamo sentita così, un po' distratti, mentre stavamo finendo di sistemare la tavola, in differita, quasi come un sottofondo, facendo la consueta fatica a rimanere in ascolto.
E invece, come spesso succede, la parola inaspettatamente ha colto nel segno ed è entrata dentro. L'abbiamo sentita più volte, riportando indietro il video al minuto preciso, sempre con il dubbio di essersi persi qualcosa, di non aver capito il senso, di non aver raccolto qualche sfumatura.

Una parola per i timorosi, mediocri, spaventati, addormentati, inadatti, quelli incapaci di contenere il vino buono, una parola perfetta per la S.Pasqua di risurrezione e per riprendere a camminare.

Buona Pasqua a tutti.

"C’è qui una parola per voi, profeti in fuga dalla missione, profeti spaventati, addormentanti nel mezzo della tempeste, che dormite profondamente mentre la nave affonda, profeti inadatti, facili all’invettiva e al risentimento, impenetrabili alle intenzioni di Dio e allergici alla sua misericordia, che siete vinti dallo spavento, quando la via del Signore è la fortezza.
La parola è questa: voi siete dentro la storia della salvezza, voi siete chiamati a essere i testimoni, si proprio voi, così incapaci di contenere il vino nuovo.
Non perché siete eroi esemplari, non perché siete santi irreprensibili, ma perché avete pianto, perché vi siete sentiti trafiggere il cuore dallo sguardo di Gesù, avete ricordato la sua parola. Proprio per questo siete stati scelti, perché siete mediocri eppure avete ricevuto lo Spirito di santità, perché siete miopi eppure avete visto la sua gloria, perché siete fragili e confusi, eppure vi siete ricordati della sua parola e avete ripreso a camminare."

(M.Delpini, Arcivescovo di Milano, estratto dall'OMELIA Messa in Cena Domini, Milano, Duomo – 9 aprile 2020)

Fritz, Hobbes o Locke?


Vedi Fritz,
dopo qualche lettura anch'io ho avuto la vostra stessa vostra reazione. Ma seriamente Hobbes la pensava cosi?

Procediamo con ordine. Oggi Matteo aveva filosofia alle prime due ore.
P: Cosa state studiando?
M: Differenze nella concezione della società tra Hobbes e Locke
P: mmm...Ah bene

Sarà lo smart working, la permanenza a casa forzata, il frigorifero che a metà settimana si svuota delle cose più interessanti (data la sola e unica spesa settimanale), sara l'odore inebriante dell'alcool puro usato da Luisa per pulire le superfici ma a me questa sfida m'intrippa veramente.

Le due certezze di Hobbes:
- l'uomo è per sua natura egoista ed ha come fine ultimo il procurarsi beni essenziali, anche a discapito degli altri
- lo stato naturale delle cose è il conflitto, per evitarlo occorre stipulare un patto, definendo regole e rinunciando così al proprio diritto naturale.

Le due certezze di Locke:
- L'uomo tende per sua natura a vivere in una situazione di eguaglianza dei diritti. C'è una legge naturale che impone però, in questa sua aspirazione, di non danneggiare gli altri
- Per garantire il diritto di tutti gli uomini si stipula un patto per costruire una società civile

Miiiiii Hobbes, ma quali traumi hai avuto da bambino? io non la penso così, anche se spesso vediamo e viviamo esempi che potrebbero farci cambiare idea.

Poi ho letto qualche riga della tua storia, della tua infanzia.
Forse non deriva tutto da li, ma questo mi conferma ancora una volta due "idee semplici":

- le esperienze definiscono il nostro modo di vedere il mondo e a volte l'unica soluzione è voltare pagina
- Con le nostre azioni determiniamo la nostra e la storia (esperienze) altrui

E allora, dovendo scegliere tra i due, Locke tutta la vita (cit.)

Fritz e la storia


Fritz e la storia

Vedi Fritz,
Tra un anno Facebook mi ricorderà questo post che sto scrivendo. Il pensiero andrà allora ai tempi complicati che stavamo vivendo. Ai primi giorni, ancora un po' increduli e poi allo stop. I tanti decreti, le norme che cambiavano ogni giorno, il bollettino delle persone malate, le incertezze, i dubbi e la preoccupazione.

Un istante dopo mi ricorderò delle tante persone, a tutti i livelli, che si impegnarono per affrontare il problema nel migliore dei modi, mettendoci la faccia, il tempo e per ultimo il fegato. Mi ricorderò di quelli che non si fecero prendere dall'ansia, che  trovarono sempre una parola divertente, di solidarieta per chi gli stava vicino, di chi, alla chiusura dei bar in azienda, porto un pocket coffee per tutti. Mi ricorderò dei volti dei medici e degli infermieri negli ospedali visti in TV, nelle foto sui giornali.

Non mi ricorderò invece per niente di chi non perse l'occasione per continuare la campagna dell'odio, di chi faceva politica speculando sulla paura della gente, di quelli che scrivevano post con scritte del tipo: Scuole chiuse e porti aperti.

Ecco Fritz, quando tutto andrà bene, perché tutto andrà bene, non mi ricorderò per niente di tutto questo.

Fritz e la storia del 6 giugno



Vedi Fritz,
la Storia siamo noi
Siamo noi che scriviamo le lettere
Siamo noi che abbiamo tutto da vincere. O tutto da perdere.


Vedi Fritz, perché è la gente che fa la Storia
Quando è il momento di scegliere
E di andare te la ritrovi
Tutta con gli occhi aperti
Che sanno benissimo cosa fare
Quelli che hanno letto un milione di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare

Così m'immagino fossi anche tu Thomas B. Green di New York. Mi sono fermato davanti alla tua croce bianca nel luglio del 2017, nel cimitero di guerra a Colleville-sur-Mer, in Normandia. Non conosco la tua storia; potresti essere stato uno di quelli che aveva letto un milione di libri, oppure uno che non sapeva nemmeno parlare. Però l'importante è che tu eri li, il 6 giugno 1944, sulle spiagge D-DAY, a fare la tua storia e quella di tutti noi.

Fritz, perchè la Storia siamo noi
anche se poi ti dicono che tutti sono uguali
che tutti rubano alla stessa maniera
Ma, ricordati, è solo un modo per convincerti
A restare in casa quando viene la sera

Fritz, invece dobbiamo uscire di casa quando viene la sera, è il momento, ora.
Perché la storia siamo tutti noi, nessuno si deve sentire escluso.
(Francesco De Gregori e Fritz)